Contadini Palestinesi a Gaza, nella “buffer zone”, nella giornata del BDS.

fonte: Hanan Abu Nasser

La “buffer zone” è quella porzione di terra nei pressi del confine che Israele ha di fatto sequestrato sparando a chiunque si avvicini, e che secondo l’ONU riguarda terreni fertili dal confine fino a un chilometro e mezzo nell’entroterra palestinese, cioè il 35% del totale dei terreni Palestinian farmers joined #BDS day of action in #Gaza's "buffer zone" todaycoltivabili.
Tutti gli aspetti della vita dei Palestinesi sono sotto assedio, compreso quello economico; potrebbero infatti condurre attività commerciali regolari anche di esportazione, tra le tante, se l’assedio israeliano, che impone un’illegale blocco via terra e mare, non impedisse tali attività.C’è da ricordare che il blocco navale israeliano su Gaza ha leso le condizioni di lavoro di 35mila pescatori e, a causa delle restrizioni imposte da Israele sulle frontiere terrestri, i contadini di Gaza hanno perso circa 75mila tonnellate di produzione annua. Continue reading

Giornata d’azione globale per il boicottaggio dei prodotti agricoli israeliani a Gaza

fonte: palsolidarity.org

La conferenza stampa di oggi tenutasi per sostenere gli agricoltori e i pescatori israeliani nel porto di Gaza City ha dato inizio a una serie di iniziative che condurranno alla Giornata d’azione globale per il boicottaggio dei prodotti agricoli israeliani Sabato 9 Febbraio. I relatori provenivano dal Comitato Nazionale per il boicottaggio, il movimento studentesco per il boicottaggio di Gaza, il comitato dell’unione agricola, la PNGO (Rete di ONG Palestinesi) e l’Azione Internazionale per la MG_1426-150x150Palestina.

Sabato 9 di Febbraio, migliaia di persone da tutto il mondo parteciperanno all’azione globale per richiedere il boicottaggio dei prodotti israeliani. Nella Striscia di Gaza, gli agricoltori e gli attivisti pianteranno degli olivi ad est del distretto di Zeytoun, vicino la cosiddetta “zona-cuscinetto”, una zona unilateralmente definita off-limits vicino alla recinzione di frontiera. Qualche anno fa, questa zona era ricoperta da olivi che sono stati estirpati dai bulldozer israeliani.

Fahed Baker e la sua barca tempestata dai proiettili dell’esercito israeliano. La lotta per la sopravvivenza dei pescatori di Gaza

fonte: il Blog di Oliva (Rosa Schiano)
Il 29 dicembre 2012 Fahed Baker stava pescando con suo fratello, suo figlio ed un cugino nelle acque a nord di Gaza. I quattro pescatori si trovavano su un “hasaka” (le piccole imbarcazioni dei pescatori palestinesi) a circa 3,5 miglia nautiche dalla costa di Gaza, vicino il limite a nord che delimita il confine con le acque israeliane.
Fahed, 39 anni,  racconta che erano presenti anche altre hasaka in quel momento. Improvvisamente  due navi della Marina militare israeliana si sono avvicinate alle imbarcazioni dei pescatori ed i soldati hanno iniziato a sparare con armi da fuoco.
Tutti i pescatori sono riusciti a scappare, tranne Fahed ed i suoi compagni, che in quel momento stavano tirando su le reti. Continue reading

La famiglia Al Dalu, per non dimenticare

fonte: http://ilblogdioliva.blogspot.it

Il 18 novembre 2012, nel quinto giorno dell’ offensiva militare israeliana “Pillar of Cloud” contro Gaza, il bollettino di guerra riportava 72 persone uccise, incluso 19 i bambini,  670 i feriti, la maggior parte donne e bambini.

Quel giorno l’aviazione militare israeliana ha bombardato un edificio di tre piani in Nasser street, Gaza city,
sterminando una intera famiglia.

Io mi trovavo, come ogni giorno, allo Shifa hospital. Improvvisamente le ambulanze hanno portato i corpi delle piccole vittime del brutale attacco: Continue reading

Il cessate il fuoco sveglia le speranze dei pescatori gazawi

27 November 2012 | International Solidarity Movement, Gaza Strip

I pescatori di Gaza sono autorizzati a pescare fino a  sei miglia dalla costa per la prima volta dal 2006, dopo il cessate il fuoco tra Israele e Gaza. I pescatori si augurano che il settore della pesca si possa riprendere dopo essere stato quasi completamente distrutto dall’assedio, ma bisogna dire che 6 miglia non è ancora abbastanza.

Abu Alaa El Amoudi, (pescatore nella striscia di Gaza): “Fin dal mese di ottobre 2000, quando è iniziata la Seconda Intifada,  l’esercito israeliano non ci ha permesso di entrare nel mare oltre le 3 miglia dalla spiaggia. La nostra pesca si è ridotta al 3% della nostra capacità abituale, e anche questo con molto pericolo. Grazie a Dio, la situazione ora è meglio di prima della guerra, ora possiamo arrivare alle 6 miglia, ma se andiamo in profondità i militari israeliani ci sparano. Vorremmo lavorare liberamente come pescatori nella strisica di Gaza.” Continue reading

Gaza, le donne pagano il prezzo più alto

Betlemme, 26 novembre 2012, Nena News – Si è celebrata ieri, domenica 25 novembre, la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Una ricorrenza che cade a meno di una settimana dalla fine dell’offensiva israeliana su Gaza, un’aggressione militare che ha provocato la morte di 166 palestinesi, tra cui 13 donne, e il ferimento di oltre mille palestinesi, tra cui 162 donne. Continue reading

Hamas: Israele sconfitto ma blocco Gaza resta

di Michele Giorgio (fonte Nena News)


Gaza, 22 novembre 2012, Nena News - «È finita la guerra, è finita la guerra», urlavano felici ieri sera i figli di una delle famiglie che abitano all’Abu Ghalion Building di Rimal, dopo l’annuncio della tregua, a partire dalle 21 ora locale (le 20 in Italia), tra Israele e Hamas, fatto al Cairo dal segretario di stato Hillary Clinton e il ministro degli esteri egiziano Kamal Amr. È un palazzo «ricco», sul lungomare di Gaza city, eppure anche questi bambini, figli della minuscola classe media locale, si sono visti negare per una settimana il diritto a giocare in strada, come tutti gli altri ragazzini della Striscia. Torneranno a calciare un pallone anche loro, almeno questo era ciò che ieri sera speravano i tanti palestinesi che regalavano dolci per festeggiare il cessate il fuoco, tra le raffiche esplose in aria in segno di felicità dai miliziani delle Brigate al-Qassam e i proclami di «vittoria» diffusi attraverso gli altoparlanti delle moschee. Anche all’ospedale «Shifa» ieri sera si regalavano dolcetti. Qui i medici ed infermieri per otto lunghissimi giorni, hanno dovuto soccorrere centinaia di feriti dalle bombe e dalla cannonate.
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