Cari amici della Palestina,
scrivo da un appartamento a Tel Aviv dove mi trovo agli arresti domiciliari per la mia
solidarietà con i palestinesi che combattono da dodici anni contro il blocco della strada nella loro città Cisgiordana di Kufr Qaddoum.
Questo fine settimana, ho trascorso 48 ore nelle carceri israeliane. Mi è stato negato l’accesso a medicinali, sono stata trattenuta per un lungo periodo con gambe e polsi legati e mi è stato impedito di chiamare un avvocato o la mia ambasciata, ma questo è un trattamento leggero rispetto alla punizione inflitta ai palestinesi che resistono all’occupazione illegale della loro terra. Continue reading



