Giornata d’azione globale per il boicottaggio dei prodotti agricoli israeliani a Gaza

fonte: palsolidarity.org

La conferenza stampa di oggi tenutasi per sostenere gli agricoltori e i pescatori israeliani nel porto di Gaza City ha dato inizio a una serie di iniziative che condurranno alla Giornata d’azione globale per il boicottaggio dei prodotti agricoli israeliani Sabato 9 Febbraio. I relatori provenivano dal Comitato Nazionale per il boicottaggio, il movimento studentesco per il boicottaggio di Gaza, il comitato dell’unione agricola, la PNGO (Rete di ONG Palestinesi) e l’Azione Internazionale per la MG_1426-150x150Palestina.

Sabato 9 di Febbraio, migliaia di persone da tutto il mondo parteciperanno all’azione globale per richiedere il boicottaggio dei prodotti israeliani. Nella Striscia di Gaza, gli agricoltori e gli attivisti pianteranno degli olivi ad est del distretto di Zeytoun, vicino la cosiddetta “zona-cuscinetto”, una zona unilateralmente definita off-limits vicino alla recinzione di frontiera. Qualche anno fa, questa zona era ricoperta da olivi che sono stati estirpati dai bulldozer israeliani.

Attacco di coloni a Qusra, due ragazzi ricoverati

International Solidarity Movement, Qusra, Occupied Palestine

Verso le 14:00 del 6 gennaio sette coloni hanno attaccato una fattoria alla periferia di Qusra. L’azienda appartiene ad Abu Nasser e a sua moglie Nedda, che sono entrambi sulla sessantina.

Nedda ha affrontato i coloni dopo averli visti nella loro proprietà che tagliavano alberi di ulivo, cercando di allontanarli mentre con voce ferma li minacciava con il suo bastone. Ma verso le 16 ritornano i coloni, ora sono dodici, accompagnati da circa 12 jeep e 60 soldati delle forze di occupazione israeliane.Nedda-400x300

Un piccolo gruppo di abitanti del villaggio viene e affrontano i coloni e i soldati per difendere la fattoria:  ne nasce uno scontro. Vengono sparati gas lacrimogeni a raffica sui terreni agricoli, mentre  coloni e la gioventù locale (shabab) si fronteggiano. Durante la schermaglia due shabab vengono colpiti a distanza ravvicinata da proiettili di gomma: uno allo stinco e l’altro nella parte superiore della coscia. Continue reading

Le violenze a Bruqueen

un volontario    -  Palestina occupata

Oggi siamo andati a Bruqueen, un piccolo villaggio con non piu di cinque mila abitanti.
Siamo stati ricevuti dal sindaco, il Signor. Abu Ahmed, che ci ha voluto raccontare la situazione;
I coloni illegali, che per la maggior parte vivono ad Ariel, un insediamento esistente dal 1976 con circa quaranta mila residenti, ed addirittura un universita, per rendere l idea, stanno rubando sempre piu terra a Bruqueen e ai villaggi circostanti, si parla di dozzine e dozzine di km quadrati, per ora, circa il 60% delle terre disponibili, coltivabili e non.
Su questa terra rubata crescono, come funghi, aziende che producono plastica, olio per motori e simili; per il loro altissimo carico di inquinamento sono pero state dichiarate non desiderate in territrio Israeliano, e quindi eccole apparire qui, in West Bank.
Ci hanno raccontato di come per costruire questi enormi mostri, vengono chiamate decine di bulldozer che distruggono l’ intero eco-sistema, di come le fonti di acqua vengano drammaticamente inquinate, di come l’aria diventa giorno dopo giorno meno respirabile e di come il cibo che cresceva prima rigogliosamente su questa terra sia ora pericoloso ed immangiabile; voi penserete, “perche, qui da noi non succede secondo te??”, e quello che mi sono permesso di pensare, poco dopo pero mi hanno portato ad un piccolo fiume che corre proprio sul fianco di queste enormi fabbriche, e non mi ci sono potuto avvicinare per causa del cattivo odore, mi hanno raccontato di quando un pastore ha portato in quel fiume le sue mucche ad abbeverarsi e di come in un paio di giorni tutte le mucche in questione siano morte. Ci hanno spiegato di come, in questo villaggio, anche a ragazzi di 20 anni possa venire diagnosticato un cancro, come purtroppo capita spesso – ho provato a visitare il medico del villaggio che pero non era nella zona, provero in seguito –.
Ed in fine ci hanno spiegato di come l Autorita Israeliana abbia suddiviso in zone il sito: ( in West Bank esistono tre zone: A, B e C, la A sotto “totale” controllo da parte dell’ Autorita Palestinese, la B mista, e la C invece, sotto totale controllo Israeliano ) il confine tra zona B e C “e come un serpente” mi hanno detto, il confine passa attorno alle case, talvolta persino dividendole a meta, e viene sempre ampliato a favore delle colonie, non dando ai cittadini la possibilita di costruire nuove strutture, anzi, hanno gia cominciato con le demolizioni. Tutte le case posizionate in area C, hanno gia ricevuto ordini di distruzione, per date indefinite, il che significa che ti potrebbero svegliare un mattino, I soldati, e ordinarti di uscire, per fare in modo che I bulldozer distruggano casa tua, come ti sentiresti ??

Tre palestinesi arrestati mentre lavorano la loro terra

fonte: Op. Colomba 

Suseya – La mattina del 22 dicembre 2012

Questa mattina alle ore 10:30 tre palestinesi, Eisa Shamisty, Azmi Shamisty e Mahmoud Shamisty, sono stati arrestati mentre lavoravano un terreno di proprietà palestinese nei pressi dell’avamposto israeliano di Havat Ya’er vicino alla colonia didscf9109_800 Suseya. Erano con loro circa quaranta palestinesi, uomini, donne e bambini insieme a attivisti israeliani e internazionali.

Dopo una decina di minuti di lavoro, sono sopraggiunti una ventina di coloni che, con insulti e aggressioni, hanno provato a cacciare i lavoratori. Sul posto, chiamati dagli stessi coloni, sono arrivate sei camionette dell’esercito e la border police. L’esercito ha dichiarato la zona “area militare chiusa” e ha allontanato palestinesi, internazionali e attivisti israeliani. Ai coloni non è stato vietato di restare. Insieme ai tre palestinesi sono stati arrestati anche due attivisti israeliani. Continue reading

Bulldozers arrivano a Hajja

9 Dicembre 2012 | International Solidarity Movement, Occupied Palestine.

Domenica 9 dicembre alle 4 del pomeriggio i bulldozer sono arrivati nel piccolo pigro paesino di Hajja vicino Kufr Qaddoum, nella parte settentrionale della West Bank. Sono passati di fianco a degli insediamenti illegali israeliani, in cui molti palestinesi dei villaggi circostanti lavorano, con parecchi diritti dei lavoratori in meno rispetto ai coloni israeliani che lavorano nella stessa fabbrica.

Sotto le fabbriche si trovano i terreni agricoli. Ulivi coprono i lati della collina, questa è la terra che sono venuti a prendere. Un confronto avviene tra i palestinesi che possiedono la terra e i palestinesi del 1948 che guidano le ruspe e che già stanno strappando la terra. Il bulldozer ha distrutto ogni cosa sul suo cammino, strappando pezzi di terreno, alberi e arbusti lungo la strada. Continue reading

I cittadini di Jama’in rimuovono un blocco stradale

Una trentina di cittadini di Jama’in, accompagnati da circa 15 attivisti della solidarietà internazionale hanno avviato la prima fase della rimozione di un blocco su una strada agricola vicino al villaggio, a sud di Nablus. Il cumulo di terra e massi è stato costruito sulla strada da parte delle forze di occupazione israeliane nel maggio di quest’anno. Esso limita la libertà di movimento dei contadini palestinesi per accedere alle proprie terre e agli gli oliveti di proprietà di agricoltori del villaggio. Ora che e’ iniziata la stagione della raccolta delle olive, l’accesso ai campi per i veicoli degli agricoltori è diventato sempre più essenziale. Continue reading

Gerico: agricoltori palestinesi ricevono ordine di sgombro

fonte: palsolidarity.org

Reuters riferisce che le autorità israeliane hanno dato un ordine di sradicare le palme che hanno coltivato a dei contadini che vivono a Gerico, in West Bank, compreso l’ordine di abbandonare il terreno agricolo, entro 45 giorni. Gli ordini sono venuti sotto forma di lettera mandata agli agricoltori in quello che è noto come “Area C” (a controllo israeliano), e ha dato loro un termine fissato al 7 ottobre, per liberare la loro terra.

Continue reading